Ci teniamo al futuro del nostro paese!

Perché si parla di raccolta differenziata?

Attraverso la raccolta differenziata, possiamo contribuire a salvaguardare l’ambiente in cui viviamo; è importante sapere che le risorse del nostro pianeta non sono certo infinite; per rispettare l’ambiente che ci circonda, bisogna che tutti inizino a valorizzare queste risorse ed evitare che vengano trasformate in rifiuto e di conseguenza portate ad un inutile incenerimento!
Ma la raccolta differenziata non ha solo uno scopo ambientalistico, è anche un vantaggio economico, perché grazie alla raccolta differenziata si potrà risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti (circa 90 euro alla tonnellata); meno rifiuti si portano ai termovalorizzatori e meno si paga per il loro smaltimento. Di conseguenza il progetto di ASM ISA e dell’Amministrazione comunale è per l’appunto quello di ridurre i costi di smaltimento per ridurre a sua volta il carico economico che sempre di più pesa sulle tasche dei cittadini.

Ma come si differenziano i rifiuti? Come si fa a capire quali è possibile differenziare?

La raccolta differenziata NON deve essere assolutamente vissuta come una “tortura domestica” ne tantomeno come un “peso giornaliero”, va vissuta nel modo più sereno e tranquillo possibile, è solamente una questione di abituarsi un po’ come rifare i letti al mattino o sparecchiare la tavola e lavare i piatti dopo cena. Basta seguire poche e semplici regole e leggere le informazioni riportate all’interno delle brochure che ASM ISA distribuisce all’interno dei kit dedicati alla raccolta differenziata.

Innanzi tutto, quando si parla di raccolta differenziata, si parla di “imballaggi” ovvero, tutto ciò che quando lo abbiamo acquistato conteneva o proteggeva un qualcosa, è considerato imballaggio, e come tale sarà possibile destinarlo alla filiera del riciclo.

Ma chi ha deciso cosa è possibile differenziare e cosa no?….. I Consorzi.

Il consorzio è quella figura che regola e norma l’intera filiera del riciclo, dalla tipologia di rifiuto, fino all’impianto di lavorazione finale passando dalle aziende che si occupano di raccolta, stoccaggio, e selezione dei materiali. La “mamma” di tutti i consorzi è il CONAI (Consorzio NAzionale Imballaggi) a cascata troviamo un Consorzio per ogni tipologia di rifiuto:

CO.RE.PLA (Consorzio Nazionale Plastica)

COMIECO   (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica)

RILEGNO     (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi in Legno)

CIAL             (Consorzio Imballaggi in Alluminio)

RICREA       (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio)

CO.RE.VE     (Consorzio Recupero Vetro)

per info: www.conai.org

ASM ISA rientra nella filiera del recupero e del riciclo, secondo gli standard dettati dai Consorzi sopra citati; di fatto tutte le frazioni differenziate raccolte sono destinate alla filiera del riciclo.

Di seguito sono riportati alcuni esempi sui materiali differenziabili destinati al riciclo, nonché quelli che NON possono essere conferiti come tali in quanto non ancora riciclabili (citato “non ancora” in quanto gli impianti che si occupano della lavorazione ad oggi non sono ancora in grado di lavorare alcune tipologie di materiali):

Vai alla pagina dedicata ai Calendari di Raccolta Porta A Porta del comune di Vigevano.

Cosa differenziare
Cosa NON differenziare
Il concetto di imballaggio

Un imballaggio è tutto ciò che permette di racchiudere e proteggere, conservare la merce da spedire o trasportare. Una definizione interessante è “ciò che permette lo spostamento nel tempo e nello spazio del consumo di un bene”.
Fin dai tempi antichi l’uomo ha avuto la necessità di contenere e proteggere i prodotti della terra, i manufatti, le merci. Tutti questi metodi per contenere i prodotti nel tempo si sono raffinati, arricchiti con l’utilizzo dei metalli ma fino all’Ottocento non hanno subito sostanziali modifiche.
Il Novecento è stato un secolo di svolta per gli imballaggi perché metodi e materiali utilizzati per imballare le merci sono radicalmente cambiati. Le ragioni non sono solo dovute al progresso tecnico e allo sviluppo dei mezzi di trasporto ma sono da ricercarsi ancora di più nel ruolo diverso che oggetti e merci hanno assunto nella vita quotidiana a seguito dell’industrializzazione e della conseguente crescita
esponenziale e capillare della distribuzione.

E un imballaggio ecosostenibile?

E’ vero, oggi quasi un terzo dei rifiuti domestici è costituito da rifiuti di imballaggio, ma molto si è fatto e molto si sta facendo per conciliare la crescita dei consumi e la necessità di non sprecare le risorse del pianeta. Le stesse aziende produttrici di imballaggi si sono da tempo attivate sul fronte della ricerca per identificare soluzioni che intervengano nella fase di progettazione dell’imballaggio evitando la presenza di materiali inquinanti e riducendo la quantità di materiale impiegato così da rendere più facile il recupero e il riciclo. Perché prevenire è meglio che curare!

A cosa serve?

Da un punto di vista economico e generale la prima funzione di un imballaggio è di trasformare i beni prodotti in merce da immettere sul mercato, permettendone la conservazione e la trasportabilità.
L’imballaggio serve a proteggere e conservare il prodotto, facilitarne il trasporto, e comunicare al consumatore le informazioni sulla merce che sta per acquistare e indicarne il produttore. Le funzioni tecniche di un imballaggio si uniscono, dunque, a quelle comunicative e informative: l’involucro è utilizzato per trasmettere informazioni utili all’identificazione della merce e dell’azienda che la produce, a fornire istruzioni e precauzioni d’uso, ad indicare le componenti, il prezzo, le indicazioni obbligatorie per legge e così via.
Il messaggio promozionale affidato all’imballaggio (packaging) diventa di fondamentale importanza poiché rappresenta l’ultimo anello del processo di promozione e comunicazione di un prodotto. Questa è una funzione importante per l’imballaggio moderno perché favorisce la vendita e perché salvaguarda il consumatore, sempre più attento alla propria salute e ai prodotti che rispettano l’ambiente.

Primario, secondario o terziario?

  • Imballaggio Primario

Serve a proteggere l’integrità del prodotto da un punto di vista chimico batteriologico, termico e meccanico. Gli alimenti possono durare nel tempo, per esempio, solo grazie ai diversi contenitori che ne garantiscono la conservazione (es. una bottiglia d’acqua o una vaschetta di alluminio per alimenti).

  • Imballaggio Secondario

Svolge una funzione di protezione meccanica e di razionalizzazione degli spazi, consentendo alle merci di essere spostate senza danno, di essere immagazzinate e poi esposte nel modo più razionale (es. una scatola che contiene diversi pacchetti di cracker).

  • Imballaggio terziario

Serve per il trasporto delle merci. Per spostare con facilità i prodotti sono stati progettati degli “imballaggi per unità di carico”, idonei all’ottimizzazione dello stoccaggio meccanico e degli spostamenti dello stabilimento di produzione al punto vendita (es. un pallet o un grande scatolone contenente diverse scatole di cracker).

Come lo separo?

Imballaggi e raccolta differenziata di qualita’: scegliere, separare, recuperare

L’impegno dei cittadini nel separare i rifiuti è importantissimo: un piccolo gesto quotidiano per gettare correttamente ciò che abbiamo usato, per salvaguardare l’ambiente e per trasformare i rifiuti in risorsa.

Una raccolta differenziata di qualità è il primo anello di una catena organizzativa della quale tutti, aziende, famiglie, scuole, enti pubblici debbono sentirsi responsabili ed è di fondamentale importanza  perché il materiale, ottenuto attraverso i diversi processi di riciclo, sia di buona qualità e adatto alla realizzazione di nuovi prodotti realmente concorrenziali sul mercato.

È molto importante, quindi, separare correttamente i diversi materiali, accertarsi che gli imballaggi non contengano residui di cibo e, quando possibile, ridurne il volume.

Una curiosità….

– Occorrono 640 lattine per fare un cerchione per auto.
– Con 150 lattine si può realizzare una bici da competizione.
– Con 3 lattine si realizza un paio di occhiali.
– Dal riciclo di 800 lattine per bevande si ottiene una city-bike.
– Bastano 37 lattine per fare una moka da 3 tazze e che quasi tutte le moka prodotte in Italia, circa 7 milioni di pezzi all’anno, sono di alluminio riciclato.
– 640 lattine possono servire per fare 1 cerchione per auto.
– Con 130 lattine si fa un monopattino.

 

“Tratto da CONAI” (COnsorzio NAzionale Imballaggi)

Conosciamo i simboli presenti sugli imballaggi in plastica